MARK LEVINSON HQD

12.000,00


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Disponibilità: si
Spedizione il: 22 Lug 2019
Codice prodotto USD0111
Categoria DIFFUSORI
Marca MARK LEVINSON
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Concepito come riferimento personale da Mark Levinson fu poi decisa una minima produzione data la richiesta. Agli inizi degli anni 80 costava la stratosferica cifra di 26000 $ e veniva venduto e installato in tutto il pianeta direttamente da Mark e il suo staff

Diversi artisti e compositori optarono per questo sistema (famosa la realizzazione appesa al soffitto espressamente voluta da Faye Dunaway) che se ben installato e tarato è uno dei loudspeakers più fedeli e performanti mai concepiti.

Esistono innumerevoli realizzazioni "stacked" che impiegano le ESL57 Quad ma questa è l'originale

HQD sta per Hartley Quad Decca l'insieme inpiegava infatti una doppia coppia di Quad ESL57, una coppia di tweeter Decca a nastro e una di woofer da 24" Hartley (non presenti in questa proposta)

Per la verià ho fatto diverse sperimentazioni con i giganteschi Hartley, peraltro ancora reperibili, ma non mi hanno pienamente soddisfatto, i migliori risultati al momento li ho ottenuti con la coppia di janis che abbiamo a disposizione, che mantengono una maggiore omogeneità con i pannelli.

Ho fatto personalmente 3000 km per recuperarla nel nord Europa e non rimpiango neppure uno dei km fatti.

Un insieme del genere prima di essere posto in vendita merita una cura maniacale di restauro-messa a punto sia elettrica che estetica. Non sono semplicemente quattro 57 e due tweeter Decca ma sono 12 pannelli elettrostatici che devono funzionare in modo omogeneo e perfettamente identico tra loro compatibilmente con le frequenze che andranno a riprodurre.

Chi conosce la Quad 57 sa bene che è raro trovare due esemplari uguali e suonanti allo stesso modo per svariati motivi: gli accoppiamenti di fabbrica erano lasciati al caso (inizialmente nasce come diffusore monofonico, quindi la necessità di fare la coppia omogenea era inesistente) è quasi impossibile trovare coppie con numeri di serie vicini. Le celle avevano una costruzione estremamente artigianale, con telai in legno che in fase di montaggio sul diffusore venivano piegati ad arco di qualche grado poi fissati in posizione. Il mylar esterno era teso in modo approssimativo e dopo poche settimane dalla produzione la parte posteriore di questo (meno tesa dell'anteriore) tendeva a rilasciarsi e vibrare. Immaginate ora una situazione già di partenza non ottimale dopo oltre 50 anni di utilizzi e passaggi di mano.

Esistono coppie di 57 proposte sul mercato dell'usato a meno di 1000 euro. Per esperienza pluridecennale posso affermare che in realtà stiamo acquistando telai, griglie di protezione e, se siamo fortunati, i trasformatori di alimentazione e quelli audio. Le sei celle nel 99% dei casi vanno completamente restaurate.

Vi sono quattro o cinque aziende al mondo che sono in grado di fare questa operazione, ma nella quasi totalità dei casi vi proporranno i pannelli nuovi di propria produzione in cambio dei vecchi guasti. Il motivo è semplice: nessuna di queste aziende è riuscita a ricreare con le nuove celle la magia che le storiche riescono a restituirvi.

Ho fatto questa lunga premessa per introdurre il completo e costoso lavoro di restauro eseguito sul sistema in oggetto.

CELLE: la parte più delicata e contemporaneamente la maggiore responsabile della straordinaria qualità sonora del sistema. Disassemblare completamente una 57 è un lavoro estenuante.

Era un progetto lontano dal facilitare eventuali manutenzioni future.

Non starò qui a elencare la quantità di viti, punti metallici, saldature da togliere e rimettere vi è ampia documentazione online, ma il lavoro è lungo e richiede estrema attenzione soprattutto nella fase di rimontaggio.

Una volta separati i 12 pannelli dal resto questi sono stati inviati a quella che reputo l'azienda più seria e preparata per lo scopo. Nonostante solo tre pannelli necessitassero di ricostruzione della membrana si è preferito procedere al rifacimento di tutti i pannelli mantenedo la totale originalità degli statori, sostituendo la membrana e tutti i mylar parapolvere per ottenere una assoluta omogeneità sia di efficienza che di risposta in frequenza degli otto pannelli dei medio-bassi e dei quattro dei medio alti.

Una volta ritornati i pannelli si è proceduto alla messa in sede di questi, previo completo test dei due trasformatori e sostituzione del cablaggio con nuovo conduttore in rame ofc con isolante per alte tensioni.

Una parte molto importante riguarda il tensionamento delle superfici parapolvere in mylar, operazione che va assolutamente eseguita una volta che i pannelli sono stati fissati al telaio e va ripetuta diverse volte a distanza di giorni per avere la certezza di assoluta stabilità. Il tensionamento delle membrane non è complicato ma richiede notevole esperienza e "sangue freddo" poichè basta un istante in più per bucare irrimediabilmente il mylar e dover ricostruire il tutto.

L'operazione si esegue con una pistola ad emissione di aria calda che deve essere più potente di un normale asciugacapelli ma meno del classico attrezzo che viene utilizzato per la sverniciatura o per il termoretraibile. Ho risolto con una pistola termica a temperatura regolabile. Dopo molte prove su celle da ricostruire ho trovato la combinazione tra la giusta temperatura, la distanza di lavoro e il movimento più corretto per ottenere lo scopo. il risultato si può vedere dalle immagini: "pelli" tese come tamburi e nessuna imperfezione.

Una volta rimesse a dimora le celle, eseguito il nuovo cablaggio e re-installate le griglie anteriori e posteriori di protezione si è provveduto a inserire di nuovo nei telai originali Mark Levinson le ESL57 e i tweeter decca a Nastro.

I telai in massello di quercia Americana sono in eccellente stato e hanno richiesto solo una oliatura per rinfrescare la venatura, la struttura è molto solida e consente la regolazione del "tilt" cioè la rotazione dell'intera coppia di Quad sul proprio asse in modo da bilanciarla perfettamente con la posizione d'ascolto.

L'insieme assemblato è realmente colossale pertanto è necessario disporre degli spazi adeguati.

Una particolarità che affligge le 57 è la delicatezza delle griglie anteriori, sono infatti di grandi dimensioni e realizzate in sottile alluminio, terribilmete esposte e soggette ad ammaccature. Se queste sono di grandi dimensioni è necessario rimuovere la griglia e lavorare dall'interno, se sono invece piccoli graffi o incisioni non vi è nulla da fare.

Il fatto di essere imprigionate a due a due nella struttura forse ha contribuito a preservarle meglio sta di fatto che tutte e quattro sono come appena uscite dall'imballo originale, mai mi è capitata una 57 con la griglia in queste condizioni estetiche !

L'ascolto:

corro il rischio di partire prevenuto perchè questo sistema è stato per decenni il mio sogno impossibile, ma sono innegabili le assolute prestazioni sonore.

Immaginatevi la meravigliosa limpidezza della gamma media della 57 coadiuvata da un estremo acuto trasparentissimo e, volendo, poi vedremo il perchè ho scritto "volendo", una estensione in gamma bassa con la prontezza e "quasi" la stessa velocità del resto.

Ora vediamo il discorso gamma bassa

Come anticipato i migliori risultati sono stati ottenuti con i due Janis, ma una prova rapida ha dato eccellenti risultati con un B2-50 Audio Pro. 

Il particolare tipo di funzionamento di questo eccellente sub woofer lo rende adatto allo scopo, i woofer sono di piccolo diametro quindi poca massa da spostare e grande velocità, importante questa per restare al passo dei tempi di attacco-rilascio fulminei dei pannelli elettrostatici e del nastro Decca.

Purtroppo ho potuto eseguire la prova con un unico sub mentre a mio parere è assolutamente necessaria la coppia.

Ma se le vostre preferenze di ascolto riguardano voci, musica acustica sia classica che jazz con pochi strumenti e i livelli di ascolto non sono esuberanti potreste anche pensare di fare a meno del sub e godere della strepitosa coerenza di queste elettrostatiche

L'amplificazione:

il sistema di base (Quad e Decca) può essere pilotato da un unico amplificatore a meno che non si decida di tagliare in modo attivo il Decca, in questo caso un piccolo valvolare da pochi watts è più che sufficiente data l'efficienza esuberante del tweeter. In caso di taglio passivo sarà necessario attenuore con una rete il tw in quanto più efficiente della doppia coppia di 57.

E' noto che le 57 presentano una impedenza molto elevata e quasi sempre superiore agli 8 ohm ma che cala bruscamente sull'estremo acuto sino ad arrivare a 2.6 ohm oltre i 16 kHz

è pur vero che ha queste frequenze l'energia richiesta è minima ma conviene tenerne conto nella scelta dell'amplificazione che dovrà essere: poco potente (la massima tensione applicabile prima della perforazione del pannello sono 33 volt in questo caso però ripartiti su due diffusori per canale) stabile poichè l'argomento dell'impedenza è quasi tutto di natura capacitiva, in grado di lavorare su basse impedenze date dal parallelo della coppia su ogni canale. In pratica Mark Levinson aveva realizzato gli ML2 per questo scopo.

In conclusione

ritengo di avere una buona esperienza in diffusori planari. Come detto più volte su questo shop la gamma media della 57 la ritengo inarrivabile, si le Stax si avvicinano e hanno un'immagine più estesa, si la Quad 63 scende di più in basso e si è appena meno legati al punto preciso di ascolto, si le Acoustat hanno bassi poderosi ma...., si le Beveridge un palcoscenico da primato....ma nulla da fare, nessuna di queste riproduce la gamma media con l'assenza di colorazione, distorsione e la naturalezzada primato della 57

Forse questo sistema è la reale quadratura del cerchio per gli amanti dell'elettrostatico. 

Molte foto saranno aggiunte a breve alla galleria fotografica




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