AHL TOLTEQUE S

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Spedizione il: 25 Nov 2019
Codice prodotto USD0114
Categoria DIFFUSORI
Marca AHL
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LE AHL TOLTEQUE SONO IL PIU' COLOSSALE SISTEMA DI DIFFUSORI ELETTROSTATICO A GAMMA INTERA MAI CONCEPITO

sono state realizzate in un numero imprecisato di esemplari, comunque minore di venti tra le varie versioni

ho avuto la fortuna di conoscere uno dei pochi proprietari che le acquistò direttamente dalla fabbrica.

Purtroppo ha avuto la possibilità di utilizzarle solo pochi mesi a causa di una grave malattia. Il figlio lo scorso anno ha deciso di cederle. Erano riposte negli imballi originali in perfetto stato.

I dodici enormi cartoni hanno stipato interamente un Fiat Ducato !!

Sono state completamente revisionate, cella per cella singolarmente e ne sono stati verificati tutti i parametri.

LA STORIA

Verso la metà degli anni 80 venne presentato il primo diffusore al plasma freddo a gamma intera.

Il produttore era un'azienda Francese la AHL (Aceiries du Haute Languedoq) sfruttando lo stesso acronimo venne fondata la branca dedicata all'audio

Acoustic Holophonic Languedoq

Il progettista era un ingegnere nucleare Mr. J. C. Fourrière

il debutto al CES di Las Vegas fu disastroso per diversi motivi, primo fra tutti la dimensione fisica che superava in altezza quella delle camere della mostra !

In secondo luogo la scarsissima efficienza era un ostacolo notevole poichè all'epoca i finali più potenti erano dell'ordine dei 300 watts canale.

La dimostrazione fu penosa a livelli d'ascolto che non consentivano di valutare con certezza il risultato reale.

Quei pochi che hanno avuto la fortuna di ascoltarle in fabbrica ne parlano come qualcosa di magico, ma le enormi complicazioni portarono l'azienda ad abbandonare il progetto. Dalle ceneri del modello a plasma freddo nacque però un diffusore elettrostatico senza eguali anche ai nostri giorni.

L'autorevole rivista Nouvelle Revue Du Son scrive nel corso della prova nel 1991:

"questo grande diffusore elettrostatico rimette in discussione tutte le nozioni di fedeltà, di trasparenza e di livello di dinamica che era consuetudine attendersi da questa tipologia di trasduttori"

e questa affermazione mi trova pienamente d'accordo


I modelli della Tolteque prodotti all'inizio degli anni 90 erano sostanzialmente tre e differivano per le dimensioni

Il modello Europa era 250cm di altezza per 140 di larghezza e 80 di profondità

Il modello USA (S) qui in vendita montava le stesse celle ma la base era molto più bassa e portava l'altezza totale a "soli" 220 cm, identiche le altre dimensioni

il costo nel 1991 era di oltre 60.000.000 di lire !

Il modello per il mercato Giapponese montava alcune celle in meno e la dimensione scendeva a 220 x 100 x 80

Le Tolteque hanno un obiettivo molto ambizioso, pilotate con adeguata potenza, come vedremo in seguito, sono in grado di coprire in modo lineare la gamma da 30 Hz a 40000 Hz e lo fanno con una bassissima distorsione, a livello più di elettronica che di diffusore acustico, senza compressione dinamica e con una linearità da primato.

La potenza necessaria a muovere questi colossi è di almeno 250-300 watts ma se volete sfruttarne le potenzialità conviene andare oltre.

Peraltro la curva di impedenza si posiziona paticamente su tutta la banda audio attorno ai 30 ohm per poi scendere fino a 3 solo nell'estremo acuto.

Allora: è colossale, serve un amplificatore stabile su alte impedenze e molto molto potente, richiede un ambiente di almeno (ma siamo veramente al minimo) 40 mq e di altezza non al di sotto del nostro standard di 270 cm, oltre ancora meglio.

Ma, dunque, perchè complicarsi tanto la vita ??

Semplice: perchè sono UNICHE.

Nessun diffusore indipendentemente dal prezzo offre un ventaglio così ampio di pregi in termini sonori.

Ho pensato per la prima volta di inserire una completa prova d'ascolto sulla base ovviamente della mia esperienza maturata nell'audizione della maggior parte dei planari prodotti nel corso degli anni. E' inutile sottolineare che si tratta della mia opinione personale che potrebbe non coincidere con la vostra ma le Tolteque sono il sistema di riproduzione che si avvicina di più su molteplici parametri a quella che dovrebbe essere la vera "alta Fedeltà"

 

Partiamo quindi con l'analisi di questo modello con il consueto schema che utilizzo:

risoluzione

realismo/naturalezza

dinamica

scena sonora (ampiezza, altezza, profondità 

riproduzione gamma bassa 

riproduzione gamma medio bassa

riproduzione gamma media

riproduzione gamma alta

punti di forza 

punti di debolezza 

Risoluzione: la capacità di estrapolare anche la più recondita armonica dalla trama musicale è stupefacente. Riascoltando i brani più noti emergono sempre nuovi dettagli. Immaginate una paesaggio avvolto dalla bruma mattutina che mano a mano che sorge il sole si schiarisce sempre di più sino ad arrivare ad uno splendore ed una luminosità inusitate. Ma qui devo "inventarmi" per la prima volta un nuovo parametro relativo alla risoluzione: la capacità di discernere i particolari indipendentemente dalla complessità della trama musicale.

Vorrei, se me lo consentite, denominarla "risoluzione complessa" e significa la capacità di mantenere un livello di analisi massimo su tutta la banda audio. Va da se che questo parametro sarà rilevabile solo su sistemi in grado di riprodurre l'estremo basso.

provo a spiegarmi: se il brano che stiamo ascoltando è relativamente semplice, acustico, che so ad esempio un classico quartetto jazz è altrettanto semplice per un diffusore tradizionale che suddivide le frequenze in base agli altoparlanti atti a riprodurre queste ricostruire senza deviazioni quanto registrato, il tweeter riprodurrà i piatti della batteria e alcune armoniche dei fiati il mid farà il lavoro grosso arrivando in alcuni casi a riprodurre il rullante ma sarà responsabile di molta energia in caso vi sia una voce e comunque dovrà porgervi tutto quello che riguarda gli strumenti a fiato e buona parte di quelli ad arco ma sarà comunque sgravato di tutto il medio basso e basso.

Per un elettrostatico Puro non è così. La grande membrana dovrà vibrare per la grancassa ma contemporaneamente eseguire una voce femminile al meglio possibile.

Questo lungo preambolo per evidenziare quella che secondo me è la maggiore carenza degli elettrostatici puri: l'incapacità di porgere con la stessa qualità due frequenze estreme nello stesso momento.

La Acoustat X ne è un esempio lampante. Non me ne vogliano gli adoratori di questo speaker.

La gamma bassa della X è notevole in rapporto alla dimensione, ma prendete ad esempio Arcoluz, Berimbass. Inizia con uno strepitoso Fons alle prese con....beh sapete con cosa, poi entra l'arpeggio di chitarra. Quasi tutti gli elettrostatici a gamma intera vanno in crisi. La chitarra "stona" nel senso che emette oltre alle fondamentali e le armoniche una certa dose di distorsione probabilmente provocata  dalla membrana che deve riprodurre troppe armoniche in contemporanea. Il basso rimane solido e naturale ma il resto peggiora.

Le Audiostatic sono un altro esempio lampante di come si possa ottenere un basso profondo a scapito dell'articolazione quando la trama musicale si fa complessa.

Ebbene, come si risolve il problema? In due modi a mio avviso.

Limitare la discesa in basso

Aumentare la superficie radiante

Nel primo caso Stax e Quad (57) sono maestre. Riproduzione impeccabile dai 45-50 Hz in su (trascurando i limiti dinamici comunque presenti)

Nel secondo caso le grandi Soundlab la fanno da padrone, ma.....sono monovia, una enorme cella ricurva per riprodurre tutto. Tensioni di polarizzazione elevatissime (oltre 6000 volt) con effetti in alcuni casi fastidiosi date le dimensione del pannello.

E poi loro, le Tolteque, che impiegano 10 grandi ma non enormi celle per diffusore, tensione accettabile, escursioni minime data la complessiva superficie radiante (3 metri quadri a speaker) celle simili ma spessori di mylar differenti per privilegiare l'emissione, ma soprattutto Un geniale sistema di tagli.                                        

Mi spiego meglio:

tutte le celle emettono bassi ma alcune sono tagliate in alto, in pratica una parte emette fino ad una certa frequenza e non oltre. Chi emette l'estremo acuto è solo la coppia di celle centrali che sono in pratica full range, le altre otto celle sono via via limitate in alto tramite una semplice rete RC che sfrutta la capacità propria della cella unita ad una resistenza per effettuare il taglio.

Il risultato è la stupefacente abilità di eseguire trame musicali estremamente complesse con bassi profondi strumenti a fiato, percussioni, double-bass, ma anche strumenti a corde, piatti e quant'altro senza "impastare" o perdere risoluzione in parti di queste

prendete ad esempio

"If i tell you i love you" Melody Gardot

il brano si apre con una trama acustica, di varie percussioni e altri strumenti tutti a riprodurre bassi veramente profondi, poi si sovrappone la voce di Melody, intercalata da arpeggi di chitarra e clarinetto.

Bellissimo. Le Tolteque offrono una performance da pelle d'oca, STREPITOSA

Nessun tentennamento, nessun cedimento, nessuna sovrapposizione, articolazione magnifica nonostante la complessità del brano.

Per concludere la "risoluzione complessa" delle Tolteque è da primato. Mai raggiunta da quanto ascoltato finora.

Realismo/naturalezza: le ESS6a di Stax fino ad ora no hanno rivali in questo parametro in gamma media. Sono estremamente combattuto. No, le Tolteque non hanno il pizzico di magia delle Giapponesi sulle voci femminili, ma manca veramente poco per il resto sono allo stesso livello.

In basso non esiste ovviamente confronto in quanto le Nipponiche si fermano molto prima

Dinamica: MOSTRUOSA su tutte le frequenze. La velocità di attacchi e rilasci senza code amplifica l'effetto di silenzio tra una nota e l'altra e di conseguenza amplia il concetto di dinamica. 

Dave Brubeck Castillan Drums nella registrazione live alla Carnegie All

quando inizia l'interminabile assolo di batteria gli stacchi dinamici fanno saltare sulla sedia, con le enormi AHL l'effetto è ulteriormente accentuato. Le bacchettate sono fulminee, senza code o aloni. Come un fulmine che rimane impresso nella retina ma già è svanito.

Scena sonora: se dicessi ampia susciterei ilarità, e vorrei ben vedere con una parete suonante di quasi tre metri oltre al metro e mezzo minimo che dovrete lasciare tra di loro. Proviamo allora ad analizzare il palcoscenico riprodotto dalle AHL: il termine di paragone in questo caso sono le Beveridge con la loro speciale lente acustica, queste sono in grado se posizionate correttamente di plasmare la scena tra i due diffusori, ma questa si esaurisce esattamente dove inizia lo speaker, in pratica la complicazione nasce dal fatto che le Bev non possono essere distanziate oltre tre metri tra lente e lente, se andate oltre si presenta il tanto odiato "buco al centro" Il problema è relativo con le 3 che non devono necessariamente essere addossate alla parete ma con le 2 potrebbe essere un guaio insormontabile se la stanza supera i 3.5 metri di larghezza. Infatti devono necessariamente in questo caso essere a ridosso dei muri, se vengono staccate da essi perdono in molti parametri. In pratica serve una stanza quasi su misura. Comunque il paragone lo facciamo con una Bev posizionata a regola d'arte. Ebbene la scena tra i due diffusori è perfetta in tutte le dimensioni ma....fino ad un limite di frequenza, oltre l'estremo acuto risulta parecchio attenuato, purtroppo.

E veniamo ora alle Tolteque: la differenza con le Beveridge riguarda principalmente la larghezza della scena, in questo caso limitata solo dalle dimensioni della vostra sala. Se disponiamo di una parete di fondo di sei metri e mezzo possiamo mettere in atto il posizionamento ideale lasciando un metro su ogni lato e un metro e settanta tra loro.

Direi che possiamo fissare il minimo in larghezza in 5.5 metri disponibili con 60-70 cm ai lati e 150 cm tra loro.

Con questo tipo di set up, avendo cura di lasciare almeno un metro (meglio 1.5) dalla parete di fondo al pannello si ottiene una spettacolare riproduzione della scatola sonora. A differenza delle Bev il limite esterno non è lo speaker ma le pareti destra e sinistra. Accade con certi brani di individuare alcune sorgenti sonore,  ad esempio triangoli, campanellini o strumenti a perccussione tipo tamburelli o congas ben oltre il limite fisico esterno delle Tolteque che sono in grado di ricostruire la scena così come è stata ripresa con tutti gli strumenti alle altezze giuste e correttamente posizionati in larghezza.

Le celle sono disposte ad arco (leggero) con la parte concava rivolta verso l'ascoltatore per favorire la dispersione orizzontale.

A differenza delle Bev la riproduzione del palcoscenico è lineare su tutte le frequenze dal basso profondo all'estremo acuto.

Attenzione: le AHL non gradiscono ostacoli tra loro. Meglio lasciare sgombra la zona tra un pannello e l'altro all'altezza di questi.


Riproduzione gamma bassa: senza eguali.

Non esiste un diffusore di qualunque tipo che abbia avuto la possibilità di ascoltare in precedenza che restituisca questa porzione di spettro con la stessa naturalezza, potenza, assenza di aloni, velocità di attacco e rilascio, dinamica delle Tolteque. La riproduzione del contrabbasso lascia senza fiato. Nel brano Have a talk with God di Tok Tok Tok c'è un contrappunto tra un double bass un sax e la voce della cantante. Il double bass è reso in modo talmente realistico da apparire nell'ambiente. Ul atro brano impressionante per realismo è la versione di Hallelujah interpretata da Youn Sun Nah. La splendida voce della cantante viene arricchita da un certo punto in poi da un basso in questo caso elettrico che lascia attoniti per precisione e profondità.

Mi è difficile spiegare in cosa il basso delle Tolteque differisca da un classico woofer, la definizione che mi sale alla mente con maggiore frequenza è "pulizia" ma mi piacerebbe che ognuno di voi avesse la possibilità di ascoltarlo.

E' un impatto certamente diverso da quello di una 4350 JBL solo per fare un esempio, non sarebbe neppure possibile arrivare ai livelli di pressione sonora di queste ultime con 87 dB di efficienza dichiarata (ma a mio avviso ottimisticamente) e 30 ohm di impedenza, ma fino ai livelli alla portata, e garantisco sufficienti per la maggior parte degli ascoltatori, la restituzione è quanto più vicina all'originale io abbia mai sentito. 

Riproduzione gamma medio bassa, media, alta: unisco il tutto poiché i livelli qualitativi sono di eccellenza assoluta. Rimane un minimo dubbio sulle voci soprattutto femminili che mi paiono ancora più limpide sulle Stax, ma non riesco a capire se questo sia dovuto alla mancanza delle fondamentali su queste ultime. Il "Concerto pour 2 violons et viola de gambe en sol mineur RV578" eseguito da Jordi Savall viene reso con una dinamica in gamma medio-bassa quasi violenta pur mantenendo un controllo assoluto.

Punti di forza:  direi che leggendo sopra sono ampiamente elencati tutti quelli che ritengo i pregi di questo straordinario sistema di altoparlanti. Per la prima volta ho trovato riunite in un unico diffusore tutte le qualità che ho sempre sognato.

Punti di debolezza: per sfiorare la perfezione acustica c'è un prezzo importante da pagare. In primis le dimensioni: le Tolteque sono gigantesche, ci si rende conto quanto sia vero solo una volta viste dal vivo. Forse è il sistema in una unica unià più grande mai realizzato. Necessitano di un ambiente dedicato di almeno 50 mq e dico dedicato poichè temo che chiunque non condivida in modo viscerale la stessa vostra passione troverà difficile convivere con questi due monoliti neri in un ambiente non esclusivamente consacrato agli ascolti. A livello estetico si è fatto il possibile per renderle eleganti ma i limiti sono oggettivi. 

Una volta inserite nell'ambiente dovrete avere la cura di distanziarle di almeno un metro, meglio uno e mezzo (dai pannelli) dalla parete di fondo, lasciare tra 50cm e un metro per ogni lato e un metro e mezzo tra loro. Questi spazi vanno poi lasciati più sgombri da ostacoli possibile. Suno un dipolo puro e bisogna far attenzione alle onde di riflesso soprattutto in gamma bassa. Vanno lasciate alimentate. Il distacco per oltre 12 ore richiede almeno un'ora di tempo per far raggiungere alle celle la piena efficienza una volta ricollegate. 

Valerio

In Italia andrà senza dubbio concordata una eventuale consegna, installazione da parte nostra, è impensabile qualunque altra modalità



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